Ghost Face
Base Info
- ChapterCapitolo Ghost Face®
- Difficulty
- Speed115%4.6 m/s
Perks
Feature
Un killer losco, capace di perseguitare le sue vittime e avvicinarsi silenziosamente sfruttando il suo potere, Sudario notturno. I sopravvissuti che ne subiscono l'effetto si ritrovano vulnerabili e ignari della sua presenza. Devono quindi aguzzare l'ingegno e usare tutti gli strumenti a loro disposizione per proteggersi da lui.
Le sue competenze personali Sono tutt'orecchi, Tremori frementi e Inseguimento furtivo gli conferiscono l'abilità di localizzare i sopravvissuti, difendere i generatori e rendere imprevedibili i suoi inseguimenti.
Le sue competenze personali Sono tutt'orecchi, Tremori frementi e Inseguimento furtivo gli conferiscono l'abilità di localizzare i sopravvissuti, difendere i generatori e rendere imprevedibili i suoi inseguimenti.
Skill
Sudario notturno
Ghost Face studiava la stessa vittima per settimane, registrandone puntigliosamente le abitudini. Quando l'impulso di uccidere si faceva impellente, sapeva esattamente come e dove colpire.
SUDARIO NOTTURNO
Premi il pulsante del potere per attivare Sudario notturno quando la barra del potere è piena. Mentre Sudario notturno è attivo, Ghost Face riceve l'effetto Impercettibile. Sferrare un attacco base svuota completamente la barra del potere e disattiva Sudario notturno.
Individuazione:
I sopravvissuti vicini a Ghost Face possono cercare di individuarlo guardando brevemente nella sua direzione. Una volta individuato, la barra del potere di Ghost Face si svuoterà completamente e Sudario notturno si disattiverà in automatico. La posizione dei sopravvissuti che individuano Ghost Face verrà indicata dall'Istinto del killer per un brevissimo lasso di tempo.
ABILITÀ SPECIALE: PERSEGUITARE
Tieni premuto il pulsante del potere per perseguitare i sopravvissuti mentre Sudario notturno è attivo. Tieni premuto il pulsante del potere mentre sei riparato per sporgerti e perseguitare più velocemente. Perseguitare un sopravvissuto del tutto lo contrassegna e applica l'effetto Vulnerabilità alla vittima contrassegnata per un breve lasso di tempo. I sopravvissuti contrassegnati non possono individuare Ghost Face.
ABILITÀ SPECIALE: ABBASSARSI
Premi il pulsante abilità attiva per abbassarti. premilo nuovamente per rialzarti. Mentre è abbassato, Ghost Face si muove più lentamente.
"Non far caso a me. Continua così. È questa l'immagine che voglio serbare di te." - Ghost Face
SUDARIO NOTTURNO
Premi il pulsante del potere per attivare Sudario notturno quando la barra del potere è piena. Mentre Sudario notturno è attivo, Ghost Face riceve l'effetto Impercettibile. Sferrare un attacco base svuota completamente la barra del potere e disattiva Sudario notturno.
Individuazione:
I sopravvissuti vicini a Ghost Face possono cercare di individuarlo guardando brevemente nella sua direzione. Una volta individuato, la barra del potere di Ghost Face si svuoterà completamente e Sudario notturno si disattiverà in automatico. La posizione dei sopravvissuti che individuano Ghost Face verrà indicata dall'Istinto del killer per un brevissimo lasso di tempo.
ABILITÀ SPECIALE: PERSEGUITARE
Tieni premuto il pulsante del potere per perseguitare i sopravvissuti mentre Sudario notturno è attivo. Tieni premuto il pulsante del potere mentre sei riparato per sporgerti e perseguitare più velocemente. Perseguitare un sopravvissuto del tutto lo contrassegna e applica l'effetto Vulnerabilità alla vittima contrassegnata per un breve lasso di tempo. I sopravvissuti contrassegnati non possono individuare Ghost Face.
ABILITÀ SPECIALE: ABBASSARSI
Premi il pulsante abilità attiva per abbassarti. premilo nuovamente per rialzarti. Mentre è abbassato, Ghost Face si muove più lentamente.
"Non far caso a me. Continua così. È questa l'immagine che voglio serbare di te." - Ghost Face
Story
Danny Johnson, conosciuto da alcuni come Jed Olsen, prese il giornale dal piano della cucina: era della settimana prima, ma riportava la sua faccia stampata in bella mostra sulla prima pagina, granulosa e dallo sguardo spento. Era uno di quei tipici pomeriggi afosi, in cui il caldo e l'umidità della Florida permeavano ogni angolo della cucina, facendolo sudare anche senza muoversi. Si stravaccò su una sedia umida per leggere. L'articolo non poteva che essere di un certo livello. D'altronde, le sue gesta a Roseville erano state straordinarie.
LA SCOMPARSA DI GHOST FACE
18 giugno 1993
A un primo sguardo, Jed Olsen era un giornalista freelance modesto ma travolgente, la cui esperienza enumerava svariate testate minori. Il personale della Gazzetta di Roseville apprezzava il suo atteggiamento apparentemente onesto e alla mano, motivo per cui, al momento del colloquio, divenne uno di famiglia dopo neanche cinque minuti:
"Jed riconobbe subito il caporedattore nella stanza, gli fece un bel sorriso, gli strinse la mano con fare deciso e si mise a parlare dei bei valori dell'America di una volta. Tutto qui. Questo gli bastò per essere assunto." - Ex collaboratore della Gazzetta di Roseville
Olsen non giustificò mai i suoi continui viaggi di lavoro, che lo portarono a conoscere diverse cittadine dallo Utah alla Pennsylvania. Non era possibile effettuare accertamenti sui suoi impieghi precedenti. Aveva un portfolio niente male e un buon modo di fare, a loro serviva un collaboratore sin da subito.
GLI OMICIDI DI ROSEVILLE
Quando iniziarono gli omicidi di Roseville, Olsen lavorava al giornale già da cinque mesi: vittime di ogni età pugnalate a morte nelle loro abitazioni. Stando ai rapporti della polizia, le vittime sembravano scelte a caso, ma il killer sapeva bene come aggirarsi nelle varie case. Le ripetute ferite da accoltellamento indicavano moventi di carattere personale. Non fu rinvenuta la minima traccia di DNA. La polizia locale era sconcertata: gli omicidi erano stati perpetrati con una furia alla stregua di un delitto passionale, seppur premeditati a mente lucida.
L'omicida sembrava divertirsi a perseguitare le sue vittime, due delle quali avevano denunciato di essere state pedinate fino a casa da un individuo losco, pochi giorni prima della loro morte. Il killer le avrebbe seguite da Walleyes, un baretto nella zona settentrionale di Roseville, scattando foto delle loro case in cerca di un punto d'accesso. Era in grado di osservare la stessa vittima per intere settimane, registrandone puntigliosamente routine e abitudini giornaliere. Quando il desiderio di sangue si faceva impellente, visitava la più vulnerabile delle vittime e irrompeva in casa di soppiatto.
Tutto il personale di polizia lavorò al caso degli omicidi di Roseville. Olsen fu spesso inviato a intervistare le famiglie delle vittime, riportando le dichiarazioni ufficiali della polizia. Al tempo ignoto a tutti, il suo coinvolgimento si aggiunse al conteggio finale dei morti.
GHOST FACE
A Roseville dilagò il panico quando Olsen filmò una figura incappucciata irrompere in una casa nel cuore della notte. Il volto mascherato, un'immagine bianca sfocata nell'oscurità, fissò la telecamera per un secondo per poi svanire nell'abitazione. Ne seguì un articolo scritto da Olsen stesso, intitolato "Ghost Face immortalato dalla telecamera". All'epoca sembrava fiero del suo pezzo, divertito da come la popolazione cittadina rabbrividisse leggendo i suoi racconti.
Settimane più tardi, Olsen lasciò un bigliettino sulla scrivania del suo ufficio e sparì:
"Spero che vi siano piaciute le mie storie tanto quanto è piaciuto a me darvi vita. Niente paura, non ho ancora finito." - Jed Olsen
Le forze dell'ordine di Roseville continuano a non rilasciare dichiarazioni circa la sparizione di Jed Olsen.
Danny sorrise, strappando via l'articolo dal giornale. Non appena le indagini cominciarono a puntare verso di lui, raccolse le sue cose e andò rapidamente via da Roseville.
Si alzò in piedi resistendo alla sedia sudata che gli tratteneva la pelle. Un'umidità soffocante lo colpì entrando in camera da letto. La condensa trasudava su una finestrella appannata e brandelli di carta da parati penzolavano dalle pareti, la cui fantasia floreale era ricoperta di foto raccapriccianti e prime pagine di giornale. Danny fissò con una puntina l'articolo della settimana prima su una foto di scalpi lacerati. Fu colpito da un debole attacco di fame e si chiese quando fosse stata l'ultima volta che aveva messo qualcosa sotto i denti. Quella stessa mattina, mentre sciacquava il coltello e i vestiti? O la notte prima, dopo aver pedinato quella ragazza lungo la strada? I ricordi erano confusi.
Fece un passo indietro e ammirò la sua opera sulla parete. Si ritrovò a vagare con la mente, ricordando tutti gli articoli scritti, le storie pianificate e le scene a cui aveva dato vita.
Un brivido gli corse lungo la schiena. Una gelida brezza tramutò l'umidità della camera da letto in una Nebbia opaca e congelante. Si levò un grido di una donna. Foglie secche crepitarono sotto i suoi piedi.
Lui sorrise trepidante.
LA SCOMPARSA DI GHOST FACE
18 giugno 1993
A un primo sguardo, Jed Olsen era un giornalista freelance modesto ma travolgente, la cui esperienza enumerava svariate testate minori. Il personale della Gazzetta di Roseville apprezzava il suo atteggiamento apparentemente onesto e alla mano, motivo per cui, al momento del colloquio, divenne uno di famiglia dopo neanche cinque minuti:
"Jed riconobbe subito il caporedattore nella stanza, gli fece un bel sorriso, gli strinse la mano con fare deciso e si mise a parlare dei bei valori dell'America di una volta. Tutto qui. Questo gli bastò per essere assunto." - Ex collaboratore della Gazzetta di Roseville
Olsen non giustificò mai i suoi continui viaggi di lavoro, che lo portarono a conoscere diverse cittadine dallo Utah alla Pennsylvania. Non era possibile effettuare accertamenti sui suoi impieghi precedenti. Aveva un portfolio niente male e un buon modo di fare, a loro serviva un collaboratore sin da subito.
GLI OMICIDI DI ROSEVILLE
Quando iniziarono gli omicidi di Roseville, Olsen lavorava al giornale già da cinque mesi: vittime di ogni età pugnalate a morte nelle loro abitazioni. Stando ai rapporti della polizia, le vittime sembravano scelte a caso, ma il killer sapeva bene come aggirarsi nelle varie case. Le ripetute ferite da accoltellamento indicavano moventi di carattere personale. Non fu rinvenuta la minima traccia di DNA. La polizia locale era sconcertata: gli omicidi erano stati perpetrati con una furia alla stregua di un delitto passionale, seppur premeditati a mente lucida.
L'omicida sembrava divertirsi a perseguitare le sue vittime, due delle quali avevano denunciato di essere state pedinate fino a casa da un individuo losco, pochi giorni prima della loro morte. Il killer le avrebbe seguite da Walleyes, un baretto nella zona settentrionale di Roseville, scattando foto delle loro case in cerca di un punto d'accesso. Era in grado di osservare la stessa vittima per intere settimane, registrandone puntigliosamente routine e abitudini giornaliere. Quando il desiderio di sangue si faceva impellente, visitava la più vulnerabile delle vittime e irrompeva in casa di soppiatto.
Tutto il personale di polizia lavorò al caso degli omicidi di Roseville. Olsen fu spesso inviato a intervistare le famiglie delle vittime, riportando le dichiarazioni ufficiali della polizia. Al tempo ignoto a tutti, il suo coinvolgimento si aggiunse al conteggio finale dei morti.
GHOST FACE
A Roseville dilagò il panico quando Olsen filmò una figura incappucciata irrompere in una casa nel cuore della notte. Il volto mascherato, un'immagine bianca sfocata nell'oscurità, fissò la telecamera per un secondo per poi svanire nell'abitazione. Ne seguì un articolo scritto da Olsen stesso, intitolato "Ghost Face immortalato dalla telecamera". All'epoca sembrava fiero del suo pezzo, divertito da come la popolazione cittadina rabbrividisse leggendo i suoi racconti.
Settimane più tardi, Olsen lasciò un bigliettino sulla scrivania del suo ufficio e sparì:
"Spero che vi siano piaciute le mie storie tanto quanto è piaciuto a me darvi vita. Niente paura, non ho ancora finito." - Jed Olsen
Le forze dell'ordine di Roseville continuano a non rilasciare dichiarazioni circa la sparizione di Jed Olsen.
Danny sorrise, strappando via l'articolo dal giornale. Non appena le indagini cominciarono a puntare verso di lui, raccolse le sue cose e andò rapidamente via da Roseville.
Si alzò in piedi resistendo alla sedia sudata che gli tratteneva la pelle. Un'umidità soffocante lo colpì entrando in camera da letto. La condensa trasudava su una finestrella appannata e brandelli di carta da parati penzolavano dalle pareti, la cui fantasia floreale era ricoperta di foto raccapriccianti e prime pagine di giornale. Danny fissò con una puntina l'articolo della settimana prima su una foto di scalpi lacerati. Fu colpito da un debole attacco di fame e si chiese quando fosse stata l'ultima volta che aveva messo qualcosa sotto i denti. Quella stessa mattina, mentre sciacquava il coltello e i vestiti? O la notte prima, dopo aver pedinato quella ragazza lungo la strada? I ricordi erano confusi.
Fece un passo indietro e ammirò la sua opera sulla parete. Si ritrovò a vagare con la mente, ricordando tutti gli articoli scritti, le storie pianificate e le scene a cui aveva dato vita.
Un brivido gli corse lungo la schiena. Una gelida brezza tramutò l'umidità della camera da letto in una Nebbia opaca e congelante. Si levò un grido di una donna. Foglie secche crepitarono sotto i suoi piedi.
Lui sorrise trepidante.