Detective Tapp
Base Info
- ChapterCapitolo The Saw®
Perks
Feature
Un detective ossessionato in grado di localizzare e completare gli obiettivi più velocemente.
Le sue competenze personali, Tenacia, Intuizione del detective e Sotto controllo, gli permettono di recuperare rapidamente e concentrarsi sugli obiettivi.
Le sue competenze personali, Tenacia, Intuizione del detective e Sotto controllo, gli permettono di recuperare rapidamente e concentrarsi sugli obiettivi.
Story
Il Detective David Tapp era uno dei buoni. La sua determinazione nell'assicurare alla giustizia gli assassini e vendicare le loro vittime lo aveva portato a una lunga e rispettata carriera.
Quando vide i primi dettagli relativi al caso dell'Enigmista, non ne fu sconvolto più di tanto. Più macabro e raccapricciante, certo, ma gli sembrò solo un altro pazzo eccessivamente teatrale che sarebbe presto finito dietro le sbarre.
Grazie a una soffiata, Tapp e il detective Stephen Sing, suo partner, giunsero in una fabbrica abbandonata di manichini, dove scoprirono l'antro dell'Enigmista. Lo catturarono ma, prima di smascherarlo, l'Enigmista riuscì a liberarsi tagliando la gola a Tapp.
Senza il suo partner, Sing si mise sulle tracce dell'assassino, ma finì su una trappola esplosiva.
Tapp questa volta non aveva rispettato le regole ed era entrato nell'antro senza un mandato, finendo per assistere alla morte di un collega. Dovette abbandonare il suo incarico e rimase con la gola rovinata e un enorme senso di colpa.
Incanalò la colpa in un'ossessione: avrebbe trovato il killer, fermato gli omicidi, fatto giustizia e vendicato il suo amico e collega. Seguendo gli indizi raccolti, giunse dal dott. Lawrence Gordon e tenne d'occhio il suo appartamento, certo di trovare prove della sua colpevolezza.
Poi vide un estraneo alla finestra di Gordon e udì degli spari. Tapp affrontò l'uomo, che scappò. L'inseguimento terminò in un edificio industriale.
L'età di Tapp si fece sentire. Da giovane avrebbe vinto facilmente quello scontro, che quella volta terminò invece con una pallottola nel petto. Mentre cadeva a terra, capì di avere fallito. Aveva fallito nei confronti del suo partner, oltre che delle altre vittime. Chiunque fosse il killer, Tapp non era riuscito a fermarlo. In più sarebbe morto, e sarebbe stata colpa sua.
Si lasciò consumare dalla rabbia e dal senso di colpa, poi chiuse gli occhi per l'ultima volta. Sotto di lui, il pavimento di cemento si ammorbidì. Affondò le dita in terra, sentendo sporco e foglie. Dove prima il suo torace era bagnato di sangue, ora era tutto pulito e anche il dolore era sparito. Aprì gli occhi sotto un cielo buio e la rete frastagliata formata dai rami degli alberi.
Udì delle urla echeggiare nella foresta e fu pervaso da una nuova determinazione. Per la prima volta da mesi, la sua mente era lucida. Le vittime dovevano essere vendicate, gli assassini catturati. Non sapeva dove si trovava, ma era ancora un poliziotto e lo sarebbe stato sempre. Aveva un lavoro da fare.
Quando vide i primi dettagli relativi al caso dell'Enigmista, non ne fu sconvolto più di tanto. Più macabro e raccapricciante, certo, ma gli sembrò solo un altro pazzo eccessivamente teatrale che sarebbe presto finito dietro le sbarre.
Grazie a una soffiata, Tapp e il detective Stephen Sing, suo partner, giunsero in una fabbrica abbandonata di manichini, dove scoprirono l'antro dell'Enigmista. Lo catturarono ma, prima di smascherarlo, l'Enigmista riuscì a liberarsi tagliando la gola a Tapp.
Senza il suo partner, Sing si mise sulle tracce dell'assassino, ma finì su una trappola esplosiva.
Tapp questa volta non aveva rispettato le regole ed era entrato nell'antro senza un mandato, finendo per assistere alla morte di un collega. Dovette abbandonare il suo incarico e rimase con la gola rovinata e un enorme senso di colpa.
Incanalò la colpa in un'ossessione: avrebbe trovato il killer, fermato gli omicidi, fatto giustizia e vendicato il suo amico e collega. Seguendo gli indizi raccolti, giunse dal dott. Lawrence Gordon e tenne d'occhio il suo appartamento, certo di trovare prove della sua colpevolezza.
Poi vide un estraneo alla finestra di Gordon e udì degli spari. Tapp affrontò l'uomo, che scappò. L'inseguimento terminò in un edificio industriale.
L'età di Tapp si fece sentire. Da giovane avrebbe vinto facilmente quello scontro, che quella volta terminò invece con una pallottola nel petto. Mentre cadeva a terra, capì di avere fallito. Aveva fallito nei confronti del suo partner, oltre che delle altre vittime. Chiunque fosse il killer, Tapp non era riuscito a fermarlo. In più sarebbe morto, e sarebbe stata colpa sua.
Si lasciò consumare dalla rabbia e dal senso di colpa, poi chiuse gli occhi per l'ultima volta. Sotto di lui, il pavimento di cemento si ammorbidì. Affondò le dita in terra, sentendo sporco e foglie. Dove prima il suo torace era bagnato di sangue, ora era tutto pulito e anche il dolore era sparito. Aprì gli occhi sotto un cielo buio e la rete frastagliata formata dai rami degli alberi.
Udì delle urla echeggiare nella foresta e fu pervaso da una nuova determinazione. Per la prima volta da mesi, la sua mente era lucida. Le vittime dovevano essere vendicate, gli assassini catturati. Non sapeva dove si trovava, ma era ancora un poliziotto e lo sarebbe stato sempre. Aveva un lavoro da fare.